Il whisky torbato fa pensare subito a Islay e ai single malt pieni di fumo, iodio e note medicinali. Negli ultimi anni però anche in Italia sono nati progetti che lavorano con malto torbato o con botti di whisky torbati, con risultati ancora di nicchia ma sempre più interessanti per chi ama questo stile.
Leggendo un pezzo di WhiskyClub.it sulla Rare Edition InQuota mi sono reso conto che, pur bevendo quasi solo whisky torbati, non avevo mai approfondito cosa stia succedendo sul fronte italiano.
Il whisky torbato italiano nasce in due modi: c’è chi usa direttamente malto d’orzo torbato che arriva dall’estero, e chi prende il fumo solo dalle botti che hanno contenuto whisky torbati.
Torba nel malto o torba nelle botti
Torba nel malto: almeno una parte del malto d’orzo è torbata, il fumo entra con l’essiccazione del malto e si ammorbidisce con gli anni in botte. Torba nelle botti: il distillato nasce da malto non torbato, ma matura o affina in botti che prima hanno contenuto whisky torbati, e le botti conferiscono una fumosità più morbida.
Qualche etichetta usa entrambi i metodi, come il Sibona.
Le distillerie italiane con malto torbato
Poli Distillerie (Veneto): Segretario di Stato e Conclave
Poli Distillerie, a Schiavon in provincia di Vicenza, arriva al whisky dopo oltre un secolo passato tra grappe, liquori e distillati d’uva. La torba entra in scena con due etichette, Segretario di Stato e Conclave, che seguono strade diverse.
Il Segretario di Stato è un whisky di puro malto d’orzo che la distilleria descrive come gradevolmente torbato. È distillato in alambicco a bagnomaria, invecchia cinque anni e affina in botti che hanno contenuto Amarone della Valpolicella: frutta secca tostata, uvetta, prugne e cioccolato su una fumosità morbida. Esce al 43%.
Il Conclave cambia ricetta: una parte viene da malto torbato, una da malto non torbato, distillati separatamente e assemblati solo dopo. Qui l’Amarone non c’è: la maturazione avviene in botti di quercia bianca rigenerata, e dopo cinque anni la gradazione sale al 46%, con una torba più netta su cereali tostati, vaniglia e liquirizia.

Sul sito della distilleria, a settembre 2026, Segretario di Stato e Conclave costano entrambi 49,50 euro.
Tipo di torba: malto torbato, da solo o assemblato con malto non torbato.
Maturazione: botti di Amarone per il Segretario di Stato, barrique di quercia bianca rigenerata per il Conclave.
Stile nel bicchiere: torba gentile, molto legno e frutta secca, più caldo e vinoso che marino.
Sibona (Piemonte): Italian Whisky
Nel distretto piemontese della grappa, a Piobesi d’Alba, Sibona produce un Italian Whisky che l’etichetta chiama “Premium blend with peated malt”: una quota di malto torbato intorno al 38%, distillato in alambicchi discontinui a bagnomaria.
Matura in piccole botti di rovere che hanno già ospitato whisky torbati, Caol Ila compreso: la torba arriva prima dal cereale e poi dalle botti. Nel bicchiere emergono miele, cacao, cuoio, frutta secca e una fumosità ben percepibile, più rotonda di quella dei torbati di Islay. Esce al 44%; il prezzo di 59,90 euro è quello riportato da WhiskyClub al lancio del primo batch, febbraio 2025.

Tipo di torba: malto torbato in blend più botti già usate per whisky torbati.
Maturazione: botti di rovere di piccola capacità, a forte impronta legnosa.
Stile nel bicchiere: affumicato elegante, su cacao, cuoio e legno.
InQuota / Villa de Varda (Trentino): Mountain Single Malt Peated
InQuota è il progetto whisky di montagna di Villa de Varda, storica distilleria di Mezzolombardo legata al mondo della grappa. L’idea è lavorare cereali e botti in quota, sfruttando il clima di montagna.
La parte torbata arriva con il Mountain Single Malt Peated, una Rare Edition uscita in piccoli lotti da singola botte. La botte 1009 esce al 55,4% in 253 bottiglie; la 1010, gemella destinata all’estero, al 54,2%. Il malto, unico ingrediente non locale, è torbato a 37 ppm secondo WhiskyClub; la scheda ufficiale non lo riporta. Le note ufficiali parlano di torba, vaniglia, limone e liquirizia.

Tipo di torba: malto torbato, 37 ppm (fonte WhiskyClub).
Maturazione: singole botti selezionate.
Stile nel bicchiere: torba presente ma non invadente, con vaniglia e agrumi.
Strada Ferrata (Lombardia): First Release e 5th Release
Strada Ferrata nasce a Seregno, in Brianza, da un gruppo che viene dalla birra artigianale, e punta da subito sul malto torbato.
La First Release, uscita nel 2024 e imbottigliata al 52%, è un single cask da malto torbato maturato in una botte che aveva contenuto birra. Oggi risulta esaurita. La 5th Release è quella che si trova adesso: sempre malto torbato, 47%, maturazione in botti ex-bourbon e finish in botti che hanno contenuto Marsala; sul sito della distilleria, a settembre 2026, costa 69 euro.

Accanto alle release ci sono gli imbottigliamenti On The Way, che la distilleria non chiama whisky perché non hanno ancora tre anni di botte: servono a far assaggiare come cambia il distillato mentre invecchia.
Tipo di torba: malto torbato.
Maturazione: botti di birra, ex-bourbon e finish in botti di Marsala.
Stile nel bicchiere: torba intensa su un distillato giovane.
Puni: la torba dalle botti e dal malto
Puni, la distilleria altoatesina di Glorenza, è la distilleria che ha fatto conoscere il whisky italiano all’estero, e per anni ha preso il fumo solo dalle botti.
ARTE 05: la torba che viene dalle botti
L’ARTE 05 matura 6,4 anni in botti arrivate da Islay che avevano contenuto whisky fortemente torbato, ed esce al 48%. Il distillato di partenza non è torbato: il fumo arriva tutto dalle botti, avvolgente, con bergamotto e miele. Sono 2.830 bottiglie, a 89,90 euro sul sito della distilleria a settembre 2026.
ARTE 07: malto torbato scozzese
L’ARTE 07 fa il contrario: qui il malto è torbato con torba scozzese, quindi il fumo nasce dal cereale e non dalla botte. Sono 8 anni in botti ex-bourbon, gradazione 50%, 1.269 bottiglie, sul sito della distilleria, a settembre 2026, costa 99 euro; i ppm non sono dichiarati.

Tipo di torba: nel malto con l’ARTE 07, dalle botti con l’ARTE 05.
Maturazione: ex-bourbon per il 07, botti di whisky torbato di Islay per il 05.
Stile nel bicchiere: fumo netto e diretto nell’ARTE 07, fumo più morbido nell’ARTE 05.
Chi cerca la vecchia Puni Alba, tre anni in botti di Marsala e finish in botti di whisky torbato, non la trova più in gamma: sul sito Puni è tra le uscite passate.
Perché non somigliano ai whisky di Islay
Chi arriva dal Laphroaig 10, da Ardbeg o da Kilchoman deve aspettarsi un’altra cosa: la torba italiana non copia i whisky di Islay.
La torba è più gentile: chi lavora col malto torbato raramente arriva ai livelli dei whisky di Islay più spinti, e chi usa solo botti di whisky torbati ottiene una fumosità più sottile e dolce. Le botti sono più varie: Amarone, Marsala, quercia bianca rigenerata, ex-bourbon e perfino botti che hanno contenuto birra rendono il profilo più vinoso, speziato e tannico.
Cambia anche la storia alle spalle: molte di queste distillerie vengono dal mondo della grappa e sanno già usare la botte; Strada Ferrata arriva dalla birra artigianale e sperimenta di più.
Per chi beve torbati scozzesi non sostituiscono i migliori whisky torbati di Scozia, ma mostrano cosa succede quando la torba incontra Amarone, Marsala, birra e clima alpino.
