Recensioni

Lagavulin Distiller’s Edition: Un Classico con un Tocco di Pedro Ximenez

La Lagavulin Distiller’s Edition, annata 2001 e imbottigliata nel 2017, è un whisky che si distingue per la sua maturazione secondaria in botti di Pedro Ximenez. Con un grado alcolico del 43%, offre un’esperienza ricca e complessa, pur non essendo tra le scelte più economiche sul mercato.

Il clima scozzese, fresco e umido, è perfetto per la maturazione del whisky. Tuttavia, per molti che vivono in climi tropicali, come Hong Kong, le stagioni influenzano in modo diverso la percezione del whisky. Con temperature estive che si aggirano tra i 28 e i 32 °C e con un’umidità relativa costantemente sopra l’80%, l’ambiente diventa un fattore chiave nel godimento del whisky.

In simili condizioni, i bevitori di Hong Kong tendono a rimanere in ambienti climatizzati, dove la temperatura si stabilizza tra i 20 e i 25 °C. Questo fa sì che la scelta del whisky non dipenda dalla stagione, ma dalle preferenze personali e dal comfort del luogo.

Esame del Lagavulin Distiller’s Edition

Naso: Al naso, il Distiller’s Edition presenta note acide, fruttate e di fumo gentile. Ricorda vagamente il pomelo, con un accenno di salinità costiera.

Palato: Al palato emerge una combinazione di dolcezza e ashiness. Troviamo un assortimento di frutta secca, con particolari accenti su datteri, e una leggera effervescenza che si dissolve in un finale relativamente breve, caratterizzato da un amaro umido di torba.

Conclusione: Per chi non si lascia intimorire dai whisky affumicati, questo Lagavulin si rivela liscio, rotondo e accessibile, con un’affumicatura che accompagna con mano gentile. È un’esperienza simile a rincontrare un vecchio amico: piacevole, ma senza un coinvolgimento eccessivo.

Il Cocktail Smokey Cokey

A volte, l’idea di un cocktail può introdurre nuove sfumature di sapore. È stato testato un mix di Lagavulin e Coca Cola, un esperimento che ha messo in luce la complessità del whisky affumicato insieme alla dolcezza della cola. Tuttavia, l’equilibrio non è stato dei migliori, con la dolcezza della cola che predominava e il fumo del whisky che faticava a emergere, portando a un’esperienza non del tutto gradevole.

Modificando le proporzioni, si è trovato un miglior equilibrio riducendo la quantità di whisky, permettendo alla soda di mantenere il suo effervescenza. Alla fine, però, la preferenza rimane per il whisky bevuto da solo, valorizzando appieno il suo carattere unico.

Francesco De Val

Appassionato di whisky torbati, ha visitato Islay per tre anni di fila.

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