Fondata nel 2005 sulla costa ovest di Islay, Kilchoman ha riportato l’isola alle sue radici agricole: orzo coltivato in azienda, maltaggio in distilleria, torba locale, imbottigliamento in sede. Un modello farm-to-bottle affiancato da scelte moderne: fermentazioni lunghe, selezione rigorosa delle botti. Il risultato è uno stile torbato marino, nitido e agrumato, convincente già da giovane ma capace di reggere anche maturazioni più lunghe. Kilchoman è anche l’unica farm distillery di Islay e la prima nuova distilleria aperta sull’isola dopo 124 anni: tutto ciò che produce è destinato al proprio single malt.

Le origini (2005-2010)

L’idea di Anthony e Kathy Wills è, per l’epoca, radicale: rimettere al centro la fattoria. Nasce così una distilleria con campi attorno (le varietà d’orzo si alternano sui terreni di proprietà), pavimenti di maltaggio attivi, kiln alimentato a torba di Islay e una filiera che, quando servono quantità maggiori, si rifornisce anche dalle Port Ellen Maltings senza rinunciare alla coltivazione in proprio.

Il progetto si capisce già dalle prime uscite: la linea 100% Islay, prodotta interamente a Kilchoman, dall’orzo coltivato in loco e maltato in casa fino all’imbottigliamento, ne diventa il simbolo (la serie annuale si è chiusa con la 15ª edizione, nel 2025). In parallelo nascono i primi lotti “standard” (malto torbato ~50 ppm da Port Ellen) che getteranno le basi del Machir Bay e del Sanaig. Fin dall’inizio la distilleria si prende il suo tempo: fermentazioni lunghe, alambicchi compatti, tagli pensati per un distillato pulito, oleoso, marino.

Crescita ed espansione (2011-2019)

Il mercato risponde presto: i primi single cask per mercati e club vanno a ruba, le annate del Loch Gorm consolidano la linea maturata in sherry e il nome Kilchoman circola ben oltre l’isola. Nel 2019 arriva l’espansione: nuovo stillhouse, raddoppio degli alambicchi da 2 a 4, mash tun più capiente, più washback e una capacità annua di ~4.500 botti. Invece di ripensare l’impianto, la distilleria sceglie di replicarlo: i nuovi alambicchi riprendono forme e proporzioni degli originali, per non cambiare il carattere del distillato.

Produzione e stile

Kilchoman usa due livelli di torbatura: ~50 ppm (malto Port Ellen) per il core range, e ~20-25 ppm (malto “di casa”) per la 100% Islay. L’acqua arriva dall’Allt Gleann Osamail; le fermentazioni sono lunghe (~90 ore) per esaltare gli esteri fruttati e le note agrumate e marine. Dagli alambicchi compatti, con tagli precisi, esce un distillato pulito e oleoso, che rende bene sia da giovane sia in botti più attive.

Nel bicchiere. Fumo costiero e cenere fine, sale e agrumi (limone, lime), malto dolce e vaniglia da ex-bourbon; nelle versioni maturate in sherry compaiono frutta scura e cacao, ma il profilo resta teso e definito. Finale lungo, sapido, con eco balsamica.

Il core range

  • Machir Bay. Botti ex-bourbon con una quota di sherry: il Kilchoman più rappresentativo, con agrumi, vaniglia e fumo marino in primo piano; lo sherry aggiunge profondità fruttata.
  • Sanaig. Stessa impostazione, ma con una quota di sherry più alta: prugna, uvetta e cacao sul fumo; al palato è più scuro e avvolgente del Machir Bay.
  • Loch Gorm. Solo sherry (Oloroso), release annuale: il lato più profondo della casa, fra frutta nera, spezie e fumo denso.
  • Batch Strength. Entrato nel core range nel marzo 2024, è imbottigliato al 57% dopo l’aggiunta di poche gocce d’acqua: lo stile della casa a gradazione più alta, con più fumo e più agrumi.
  • Travel retail. La bottiglia dedicata ai viaggiatori è stata Saligo Bay (storica), poi Coull Point e, da marzo 2025, Ballinaby: cambi che hanno mantenuto un profilo diretto e salmastro, con imbottigliamento di solito a 46%.

Club e community

La community ufficiale è il Kilchoman Club: iscrizione gratuita, comunicazioni regolari e un filo diretto con la distilleria. Il Club annuncia in anticipo le uscite più importanti, i tasting e gli open day, e dà la precedenza alle novità più attese (per esempio le date di vendita online, le confezioni stagionali o le piccole selezioni per singoli mercati). Dal 2011 c’è una Club Release annuale (single cask o small batch) pensata espressamente per gli iscritti, diventata nel tempo il legame più concreto tra distilleria e appassionati.

Oltre alle bottiglie dedicate, i soci vengono invitati a degustazioni in distilleria e presso i partner e a incontri virtuali su annate e botti; hanno inoltre accesso in anteprima al merch e ai tour speciali. Il tono resta volutamente familiare: più che una semplice lista email, il Club è il canale con cui Kilchoman racconta i raccolti d’orzo, l’andamento delle maturazioni e la vita della fattoria.

Tra le comunicazioni ai membri rientrano anche aggiornamenti su vendite private di cask gestite in distilleria. Le botti sono in numero limitato e restano a Kilchoman per maturazione e imbottigliamento.

Filosofia delle botti

Il grosso della maturazione avviene in botti ex-bourbon (a lungo Buffalo Trace, e dal 2023 Breckenridge), che portano vaniglia e lasciano spazio agli agrumi; lo sherry (in primis Oloroso, ma anche PX e Fino) è alla base del lato più scuro della gamma (Sanaig, Loch Gorm). Kilchoman però ha sperimentato anche finish e maturazioni complete in Madeira, Porto (Ruby/Tawny), Sauternes (dolcezza mielata e frutta gialla), Cognac e Calvados (frutta a polpa, spezia lieve, rovere fine), vini rossi (Bordeaux/Rioja/STR) con accenti di frutta rossa e spezia, e occasionalmente rum su singoli rilasci. Il legno non deve prendersi la scena ma accompagnare una base chiara e marina: quando la botte è scelta bene, il carattere del distillato resta riconoscibile.

Release speciali e mercato

  • Machir Bay Cask Strength (2025). Torna dopo tre anni la versione cask strength: il Machir Bay a grado pieno, con più fumo e un agrume più tagliente.
  • Sanaig Cask Strength (2025). La versione cask strength del Sanaig, a prevalenza sherry: frutta scura, cioccolato e una torba intensa.
  • Kilchoman Club Release. Appuntamento fisso di fine anno: single cask o small batch selezionati in distilleria per gli iscritti al Club.
  • Single Cask Distillery Exclusive. Edizione acquistabile solo in distilleria, che cambia ogni 1-2 mesi (per esempio STR Oloroso di settembre), con tirature di solito di poche centinaia di bottiglie: ogni botte mostra un lato diverso dello stile Kilchoman.

Kilchoman, più di molte altre distillerie, fa uscire numerose edizioni limitate ogni anno: single cask e small batch da poche centinaia a qualche migliaio di bottiglie. Secondo noi il ritmo è forse un po’ eccessivo e vengono messe nel mercato spesso edizioni mediocri, come un rum finish che ho provato di recente.

Mercato secondario. Anche all’asta, la maggior parte dei Kilchoman “normali” si muove fra €40 e €90: segno che queste bottiglie si comprano soprattutto per berle, con una speculazione contenuta rispetto ad altri marchi dell’isola.

Oggi e domani

Dopo il raddoppio del 2019, Kilchoman è cresciuta restando fedele al proprio stile: impianti replicati dagli originali, fermentazioni lunghe mantenute, investimenti nei magazzini in loco. È ancora una farm distillery indipendente con ambizioni internazionali: visitatori in crescita, un core range chiaro e uscite speciali su cui pesa l’esigenza, sempre più sentita dagli appassionati, di selezionare meglio e ridurre le edizioni.

machir bay
Machir Bay (a due passi dalla distilleria)

Kilchoman, la fattoria che profuma di mare

Kilchoman ha rimesso al centro le cose semplici: orzo, tempo, torba, mare. Il Machir Bay e il Sanaig sono le due facce della sua gamma; il Loch Gorm e la 100% Islay ne hanno segnato gli estremi: da una parte la profondità dello sherry, dall’altra la torba lieve e l’ex-bourbon. È la distilleria che ha mostrato a molti come un whisky di Islay possa essere giovane e compiuto, se nato bene. E come “moderno” non sia il contrario di “tradizionale”, quando la tradizione te la coltivi nei campi.

Qual è la tua distilleria di Islay preferita?

Francesco De Val

Appassionato di whisky torbati, ha visitato Islay per tre anni di fila.

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